Venerdì, Settembre 03, 2010
   
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Non in nostro nome

Guerra e verità

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fosforo-bianco-mega01Sottoscrivete, fate sottoscrivere e fate circolare questo appello di indignazione


Il governo italiano, con la recente visita del premier Berlusconi in Israele, ha reso il nostro paese complice dell’oppressione del popolo palestinese e delle possibili escalation di guerra israeliana in Medio Oriente.

 

 

L’Italia sta fornendo ufficialmente armamenti, investimenti economici, collaborazioni scientifiche  al governo israeliano condannato dalle istituzioni internazionali per la costruzione del Muro di segregazione, per i crimini di guerra a Gaza e l’occupazione coloniale dei Territori Palestinesi.

Noi, in quanto cittadini italiani, non accettiamo di essere considerati complici di questa politica di oppressione e di guerra.

 

Per questi motivi

 

Chiediamo la revoca degli accordi militari, commerciali, scientifici, culturali tra le istituzioni italiane e quelle israeliane

 

Chiediamo la revoca della partecipazione italiana ed europea al vergognoso embargo contro la popolazione palestinese di Gaza ormai da quattro anni sotto assedio

 

Non c’è pace duratura senza giustizia

 

Per le adesioni all’appello “Non in nostro nome” scrivete a: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 


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Iraq: missione compiuta


Il 30 agosto si è conclusa "Iraqi Freedom". Inizia la missione "New Dawn" ("nuova alba"). Restano però 50mila militari USA iperarrmati, insieme a 72mila mercenari ("contractors"). Ora che i giornalisti possono tornare a parlare con i cittadini iracheni, cominciamo a capire quale sia la terribile realtà lasciata alle spalle.

Da: www.luogocomune.net

Schermo più largo: QUI.

Il disastro Gelmini e la piazza

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"Non ci sono mediazioni possibili". L'unica cosa è mobilitarsi ovunque. Barbara Evola, docente precaria palermitana, spiega il caos distruttivo delle politiche del ministro Gelmini e la necessità di reagire in massa.

Schermo più largo: QUI.

Riso Amaro

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