Venerdì, Settembre 03, 2010
   
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Appello agli italiani dai lavoratori Zastava, Serbia

Fondata sul lavoro

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zastavaZASTAVA JE NAŠA! (LA ZASTAVA E NOSTRA)

Basta dare un’occhiata a questa foto per capire cosa provano i lavoratori della ZASTAVA i quali non possono piu entrarci per divieto del padrone attuale.

La Fiat è ora entrata in possesso della fabbrica rasa al suolo nel ’99, e successivamente, dopo la pulizia delle macerie, ricostruita dai lavoratori stessi con tanti sacrifici.

 

 

 

E tutto questo fu, nel ’99 il motivo perche iniziò questo rapporto di amicizia e solidarieta con associazioni, persone singole, famiglie italiane, RSU e qualche sindacato cittadino che per noi rappresentano chi si oppone ad ogni tipo di aggressione e si impegna per costruire un mondo migliore basato sulla pace, lavoro e diritti uguali per tutti. In 10 anni oltre le adozioni a distanza dei figli dei lavoratori della ZASTAVA, le varie Associazioni hanno portato avanti parecchi progetti nel sociale, sempre tramite il sindacato ZASTAVA come punto di riferimento.

Siamo convinti che le nostre lotte devono essere comuni perche' se noi, che siamo un sindacato con possibilità ridotte (per i motivi ben noti), riusciamo ad essere piu forti per ottenere salari piu alti (e non attuali 250 euro), le multinazionali non troverebbero come unico interesse la delocalizzazione nei paesi piu poveri con conseguente disoccupazione nei paesi piu ricchi.

Vi invitiamo di rafforzare la vostra solidarietà nel periodo drammatico in cui ci troviamo, augurandoci che con la lotta comune un giorno potremo costruire equilibri salariali per tutti i lavoratori al di là delle frontiere e un futuro migliore per i nostri figli.


Rajka Veljovic, Ufficio relazioni internazionali e adozioni a distanza;
Radoslav Delic, Il Segretario.

 

Il 1° febbraio 2010 la FIAT si e’ ufficialmente impossessata della fabbrica auto Zastava a Kragujevac, che d’ora in avanti dovrebbe chiamarsi Fiat Auto Serbia.
Rajka Veljovic, dell’ufficio adozioni a distanza del Sindacato Samostalni, ha descritto telefonicamente, la situazione come drammatica.
La FIAT ha mantenuto in produzione con contratto a tempo determinato di due mesi, 500 operai e, con contratto di tre mesi cento impiegati; sul contratto non e’ indicato il valore del salario. I giornali Novosti e Politika ipotizzano oggi che il salario medio sara’ di 250 euro.
Gli altri lavoratori, oltre 2000, sono fuori dalla fabbrica e per loro si e’ genericamente parlato di cassa integrazione, ma al momento senza alcuna precisazione.
Il Sindacato non ha più da ora alcuna agibilita’ in fabbrica.
La situazione che si va delineando e’ la piu’ drammatica vissuta da questi lavoratori dai bombardamenti della NATO sulla loro fabbrica nel 1999.
Sostenere poi (come fanno alcune trasmissioni televisive italiane ed alcuni giornalisti) che in questo momento i lavoratori serbi stanno di fatto togliendo il lavoro agli operai italiani è inaccettabile.

Non è alimentando guerre fra poveri che si battono le politiche liberiste e selvagge del nostro tempo.

Da parte nostra cercheremo di portare a questi lavoratori tutta la nostra solidarieta’ materiale, come abbiamo fatto sempre in questi dieci anni.



Cari amici, care amiche

vi scrivo a nome del Sindacato Samostalni della Zastava e dei tanti lavoratori i cui figli sono stati aiutati da voi dal 1999, quando i nostri reparti furono rasi al suolo dalla NATO e quando partirono i progetti di solidarieta.
Aderirono parecchie associazioni, sindacati, adottanti singoli, tra i quali molti da Torino.
Noi del Sindacato siamo stati punto di riferimento e garanti del progetto delle adozioni a distanza, le consegne degli aiuti sono state sempre state organizzate in modo diretto (dai rappresentanti italiani alle famiglie) in pubblico e con la massima trasparenza.
Siamo convinti che grazie alle modalita’ di gestione del progetto, siamo riusciti a mantenerlo in piedi .
Sono passati dieci anni, l’economia del nostro Paese non si e’ ripresa dopo i bombardamenti della NATO (ricordiamo anche l’embargo precedente), e i vostri rappresentanti che sono venuti a trovarci periodicamente lo hanno potuto verificare di persona.
Siamo ben coscienti che sono passati 10 anni, che nel mondo ci sono altri disastri, e che anche nel vostro Paese c’e’ la crisi (anche se non e’ neppure paragonabile con la situazione economica e politica del nostro Paese).
A parecchi ragazzi del vostro Progetto mancano uno o due anni per finire gli studi.
In nome della solidarieta’ tra lavoratori vi chiediamo di non lasciarli soli ora, e di voler continuare gli affidi a distanza.Questo e’ il periodo peggiore che attraversiamo dopo i bombardamenti; l’arrivo della Fiat a Kragujevac, ha voluto dire un aumento vertiginoso della disoccupazione, salari sempre piu’ bassi e nessuna speranza nel futuro per i lavoratori licenziati e per le loro famiglie.
In particolare dopo l’accordo tra il governo della Serbia e la Fiat, queste sono le conseguenze sulle REALI condizioni di vita e sul futuro dei lavoratori della Zastava.

Vi ringraziamo tanto per la solidarieta’ finora dimostrata e vi inviamo i nostri piu’ fraterni saluti

Rajka Veljovic - Ufficio relazioni estere e adozioni a distanza presso Sindacato Samostalni Zastava

Kragujevac, 1° febbraio 2010.

 

S.O.S. Yugoslavia - Onlus
Associazione di Solidarietà Via Reggio 14 - 10153 Torino - 339-5982381 Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. C/c n. IT56K0306909217100000160153 SANPAOLO IMI

NON CESSARE LA SOLIDARIETA'!


Questo è l'ultimo comunicato giunto dal Sindacato Samostalni di Kragujevac, con cui abbiamo il Progetto di adozioni a distanza da 10 anni, con i figli dei lavoratori Zastava disoccupati.
Come si può leggere, dopo averli bombardati e immiseriti, continua la vergognosa umiliazione dei lavoratori serbi, da parte stavolta della FIAT.
Dopo gli aerei con le bombe, come sempre, poi arrivano avvoltoi e sciacalli della finanza internazionale, per riscuotere la rapina preparata con le aggressioni militari. Non vogliamo nè dobbiamo mai dimenticare, che il nostro paese fu, tra gli aggressori e i bombardatori della Repubblica Federale Jugoslava!
Almeno un debito morale verso questo popolo e paese, lo dobbiamo avere, seppure eravamo in quella minoranza che si oppose alla guerra.
Come Associazione SOS Yugoslavia rilanciamo l'invito a non cessare la Solidarietà concreta, a continuare seppur, ne siamo coscienti, tra mille difficoltà un impegno solidale cosciente, per riaffermare oggi come 10 anni fa, che l'unica arma che hanno i popoli ed i lavoratori è la SOLIDARIETA'. Solo con questa si può prospettare un futuro di sviluppo, pace e speranza, non solo per loro, per i loro figli, ma anche per i lavoratori italiani, per i nostri figli.
Aiutateci a non seppellire la speranza e l'impegno per un mondo più giusto.
Che ciascuno faccia la sua parte, come può, in coscienza.


Il Direttivo di SOS Yugoslavia – SOS Kosovo Metohija. Febbraio 2010

“…Non verremo alla meta ad uno ad uno,
ma a due a due, se ci conosceremo a due a due…
Noi ci conosceremo tutti ed i figli un giorno rideranno
Della leggenda nera, dove uomini e donne
Lacrimavano in solitudine…”
(B. Brecht)

 

 


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