Mercoledì, Settembre 08, 2010
   
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La morfologia della fiaba di Propp e i musicals di oggi

Democrazia nella comunicazione

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di Paola Manduca - Megachip

I musicals, si sa, sono l'affare d'oro del teatro di oggi. Il pubblico (certo pubblico) va pazzo per le storie cantate e danzate ed i produttori sanno che a trasporre in musical Mary Poppins o il Re Leone, Beauty and The Beast o Tarzan c'è solo da guadagnarci.

Questo tipo di offerta è rivolta a chi vuole sognare sempre allo stesso modo: ne La morfologia della fiaba , Propp spiega che il fascino delle favole sta proprio nella loro immutabilità, e nella rassicurazione che si prova di fronte ad una storia che si ripete identica a se stessa.

Ma per fortuna c'è chi ogni tanto prova a farne qualcosa di diverso, dei classici disneyiani, e per questo il riscontro positivo da parte della critica non sempre coincide con il successo al botteghino. Così succede a "Biancaneve" di Ann Liv Young, un'artista appena 26enne che ne ha fatto una trasposizione mezzo danzata e mezzo recitata che poco ha a che vedere con il candore dell'eroina della favola. Questa Biancaneve si muove sul palco in modo sensuale, a volte volgare, a tratti divertente, fa sesso (vero) con un furetto dei boschi, e canta le canzoni di Beyonce e Mary J. Blige. Il lavoro, in scena al Kitchen, uno dei posti cult di New York, è stato preceduto da una conferenza stampa nella quale la Young ha spiegato che "l'interesse principale era trasporre una favola per bambini in una situazione odierna. Capire come e se può funzionare ancora oggi una storia in cui lei cerca il suo principe azzurro mentre questo stesso è alla ricerca di una come lei. Perché alla fine è e sarà sempre così. Possiamo vivere un'era più disinibita, avere sesso più promiscuo e libero, ma tutti noi, uomini e donne, stiamo aspettando il nostro principe o la bella principessa che ci farà vivere felici e contenti per tutta la vita".

L'artista ha lavorato sulla trasposizione fino ad un certo punto: nel corso dei suoi spettacoli in giro per il mondo aggiunge – ma solo quando ha genio – variazioni sul tema, di modo da verificare la risposta da parte del pubblico e capire cosa può funzionare e diventare così parte fissa dello spettacolo e cosa invece è superfluo. Nella rappresentazione che ne ha fatto a Parigi, la Regina , prima di morire, cantava "I'm every woman" di Whitney Houston mentre in quella andata in scena ad Amsterdam, la dolce Biancaneve prendeva a microfonate la vecchia matrona, scoprendo lei stessa in prima persona cos'è che il pubblico può trovare divertente. Ma questo non induca in inganno: la Young si vanta di detestare il suo pubblico, la gente in generale, al punto che una volta si sentiva così stanca e priva di ispirazione da aver interrotto lo show.

L'artista è in arrivo in Italia con due lavori in uno dei quali interpreterà un tipo di donna superficiale e frivola, letteralmente una donna bla bla - che in americano yiddish si definisce yadda yadda - e che sarà probabilmente un a solo. Vedremo quale sarà la risposta del pubblico italiano a lei e quali sorprese avrà in serbo per noi.

 


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