Democrazia nella comunicazione
di Federica Sgaggio.
Strawow.
Grandi, grandissime cose si muovono nel magnifico mondo del giornalismo all’avanguardia.
Ancora non mi son ripresa dal «citizen journalism», ed ecco che per la mia fame di novità è già pronto dell’altro nutrimento.
Â
Leggo su Gigaom che l’ex New York Times Saul Hansell sta facendo per Seed.com un fantastico esperimento: sta cercando persone – persone generiche, sì – disposte per cinquanta dollari a fare interviste – un po’ ciascuno – a tutti i duemila gruppi che partecipano all’SXSW music festival.
Questa cosa qua – attenzione – la chiamano «crowdsourcing journalism», una cosa tipo «giornalismo di massa».
Ecco.
Cosa diavolo c’entrano duemila interviste da mille parole con il giornalismo: questa mi mancava.
Tanto più che, come spiega lo stesso Hansell, il progetto intende «attirare persone che sono già interessate al progetto, o perché vogliono intervistare qualcuno» (e questo è giornalismo?) «o perché sono fans musicali» (e questo è giornalismo?).
L’obiettivo – spiega – è capire se la gente pagherà per leggere questi contenuti, e se questi contenuti attireranno investimenti pubblicitari.
Crowdsourcing journalism, in effetti, suona molto meglio che dilettanti allo sbaraglio.
Tutt’un’altra musica.
Post scriptum.
Come spiega benissimo Francesco Piccinini di Agoravox in questo pezzo, il giornalismo partecipativo ha senso come «uno spazio che non è alternativo ma complementare al giornalismo professionale».
Fonte: www.federicasgaggio.it.
Â
Condividi
| < Prec. | Succ. > |
|---|
VIDEO IN EVIDENZA
Iraq: missione compiuta
Il 30 agosto si è conclusa "Iraqi Freedom". Inizia la missione "New Dawn" ("nuova alba"). Restano però 50mila militari USA iperarrmati, insieme a 72mila mercenari ("contractors"). Ora che i giornalisti possono tornare a parlare con i cittadini iracheni, cominciamo a capire quale sia la terribile realtà lasciata alle spalle.
Schermo più largo: QUI.
Il disastro Gelmini e la piazza
"Non ci sono mediazioni possibili". L'unica cosa è mobilitarsi ovunque. Barbara Evola, docente precaria palermitana, spiega il caos distruttivo delle politiche del ministro Gelmini e la necessità di reagire in massa.
Schermo più largo: QUI.
Riso Amaro
Vignette tratte in prevalenza da
www.insertosatirico.com
ALTERNATIVA
fondato da Giulietto Chiesa
Ultimi articoli pubblicati
-
Dalla Terra santa a Sakineh. L'impero della deformazione mediatica dal blog di Pino Nicotri. 1) - Ovviamente speriamo che Obama...
-
De Magistris: ''le inchieste mi furono sottratte illegalmente'' Roma. "La procura di Salerno conferma ancora una volta che...
- 1
- 2
- 3
- 4
Links
Â







