Domenica, Agosto 01, 2010
   
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Dalla Malesia a Israele

Democrazia nella comunicazione

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Trovandomi in Malesia da quando è iniziato il devastante attacco di Israele in Libano, e anche se per un certo periodo tempo non ho avuto la possibilità di informarmi approfonditamente sugli eventi in corso, ho avuto però modo di constatare quanto l'odio per Israele e i suoi stretti alleati sia ogni giorno in aumento.

 

 

La tv pubblica malese ogni giorno trasmette un video governativo con immagini di distruzione e morti in territorio libanese e alla fine compare una scritta sia in malese che in inglese in cui si condanna l'attacco terroristico dello Stato d'Israele (testuali parole). Giorni fa c'è stata la riunione dell'Oic (Organizzazione della Conferenza Islamica) qui a Putrajaya e il Primo Ministro malese Abdullah oltre ad aver promesso l'invio di un migliaio di soldati in Libano, ha anche aggiunto che questa guerra aumenterà il risentimento di molte persone in Malesia che potrebbero agire per proprio conto in vendetta delle morti libanesi.

In Indonesia già 3000 volontari sono stati reclutati e tra questi 200 sono già partiti in missione suicida per colpire interessi vitali d'Israele e di coloro che supportano l'aggressione in Libano e Palestina; ciò lo afferma Suaib Didu, a capo dell'Asean Muslim Youth Movement di Giacarta, aggiungendo anche che non colpiranno indiscriminatamente (Fonte Reuters).

Girando poi per le strade qui in Malesia, sia nelle città che nei piccoli centri, spesso ci si imbatte in pagine di giornali con le foto di civili uccisi dai bombardamenti israeliani attaccate ai muri e accompagnate da scritte inneggianti alla morte di Bush e alla distruzione d'Israele. Tutti i malesi con cui ho parlato di questa guerra, dal tassista islamico, al ristoratore buddista, al ragazzo appena tornato da un soggiorno di 7 anni a Londra, alla ragazza di Kuala Lampur che lavora in un'agenzia pubblicitaria e che veste Dolce & Gabbana ecc.ecc., tutti condannano Israele e in un certo modo rimpiangono Hitler che ritengono l'unico che abbia compreso prima di tutti la pericolosità del popolo ebreo e del regime sionista (testuali parole). E alcuni aggiungono anche che se la seconda guerra mondiale fosse durata altri 2/3 anni, Israele non sarebbe mai nata e in Medio Oriente ora regnerebbe la pace.

Opinioni certamente gravi ma che evidenziano il risentimento e l'odio che una parte del mondo prova per Israele; e di certo Israele fa di tutto per fornire una conferma alle loro idee.

Tutti poi aggiungono che la comunità internazionale adotta 2 pesi e 2 misure, e su questo sono totalmente d'accordo con loro. Cosa succederebbe se un qualsiasi "paese canaglia" si permettesse di bombardare a tappeto un altro Paese sovrano? Quale sarebbe la risposta immediata della comunità internazionale? Immagino sarebbe identica a quella del 1991 dopo l'invasione irachena in Kuwait.

Ma quando invece si tratta di Israele l'Occidente, oltre a non riuscire a imporre un cessate il fuoco, non è in grado neanche di applicare delle sanzioni economiche, e questo non solo per ben noti motivi economici e geopolitici, ma anche per un inconscio senso di colpa che attanaglia soprattutto gli europei; in qualche modo ci sentiamo ancora responsabili per l'Olocausto e quindi vediamo gli israeliani perennemente come vittime giustificando qualsiasi loro intervento militare. Un senso di colpa ormai fuori dal tempo e che continua a farci vedere Israele con la stessa lente che ci fa ricordare i forni crematori ma che ci fa dimenticare i massacri compiuti dall'aviazione e dall'esercito israeliano da 40 anni ad oggi. La stessa lente che ci fa vedere solo il pugno di soldati israeliani rapiti oppure solo l'attentato suicida sull'autobus israeliano e non invece le sproporzionate rappresaglie israeliane che provocano enormi distruzioni e centinaia di morti; in sole tre settimane Israele ha riportato in Libano la lancetta dell'orologio indietro di 15/20 anni con i pesantissimi danni inferti alle infrastrutture e le centinaia di civili uccisi dai suoi massicci bombardamenti aerei.

Questa lente che ci sta rendendo ciechi va cambiata al più presto almeno in Europa e sostituita con una nuova che ci faccia vedere bene e a 360 gradi, prima che sia troppo tardi.

 

di Enrico Sabatino


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