di Gisella Orsini – Megachip.
Il 17 e il 18 ottobre si è svolto a Pescara il secondo Festival Mediterraneo della Laicità organizzato dall’Associazione Itinerari Laici. Si è trattato di un vero e proprio confronto sulla laicità, vista come dimensione culturale indispensabile per lo sviluppo della convivenza pacifica e l'integrazione.
Due giornate intense che hanno visto persone come il Prof Jean Baubérot, vincitore proprio del premio Laici per il Mediterraneo, confrontarsi su temi etici riguardanti il nostro tempo. Dialogo stimolante per un’evoluzione del pensiero e delle azioni tra studiosi, pensatori e soprattutto i cittadini presenti all’incontro.
Sarebbe tortuoso descrivere il fiume di parole che ha caratterizzato questo Festival, per questo vorrei porre l’attenzione semplicemente su quello che personalmente ho considerato essere il fulcro di tutta la manifestazione, ovvero la presentazione del libro sulla vicenda Eluana Englaro, “La vita senza limiti”, che ha visto la presenza dell’autore, Beppino Englaro.
La storia non ha tanto bisogno di essere ricordata nei particolari. Rischierei di soverchiarvi di notizie che già conoscete. Si tratta, per i più distratti, di un libro dove il padre racconta per la prima volta i giorni della morte di Eluana Englaro e la sua battaglia in nome della dignità umana.
È stato doloroso ripercorrere con lui tutte le tappe del suo calvario durato ben 17 anni, si è rivolto alle istituzioni e combattendo all'interno delle istituzioni e con le istituzioni, ha solo chiesto che la sentenza della Suprema Corte venisse rispettata. Attraverso questa tragedia ha difeso i diritti e la dignità non solo di sua figlia ma di tutti.
La sensazione netta è stata proprio quella di trovarsi di fronte una persona sicuramente sofferente ma animata da una straripante dignità, una persona che mi ha reso ancora orgogliosa di appartenere al genere umano.
La conclusione del Festival ha visto un intervento musicale dei Maxiata, che ha dedicato un loro brano, ‘Fiore di seta’, alla cara Eluana. Voci di giovani che non l’hanno voluta dimenticare e che le hanno reso omaggio attraverso un testo poetico. Un commovente incontro tra il coraggio di quest’incredibile uomo, un marziano per i nostri tempi, e la necessità assoluta di non voler dimenticare.
Perché è questo che ci chiede Beppino Englaro, di continuare a lottare per uno stato di diritto, affinché la legge non dia ad altri se non all’individuo il diritto di decidere della propria vita.
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