Domenica, Agosto 01, 2010
   
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Chi lascia il petrolio? La Svezia

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La Svezia sarà la prima fra le economie avanzate a fare il grande passo nel campo dell'energia nel tentativo di liberarsi completamente dal petrolio entro 15 anni e questo senza costruire una nuova generazione di impianti nucleari. Il tentativo di un paese di 9 milioni di abitanti di diventare praticamente la prima economia al mondo senza petrolio è pianificato da un comitato di industriali, accademici, coltivatori, costruttori di auto, impiegati pubblici ed altri che riferiranno al parlamento entro i prossimi mesi. Il governo svedese ha comunicato ieri che intende sostituire tutti i combustibili fossili con energie rinnovabili prima che il cambiamento del clima distrugga le economie e la crescente scarsità di petrolio conduca a nuovi rialzi del suo prezzo.

 

Il ministro per lo sviluppo sostenibile, Mona Sahlin, ha detto: "La nostra dipendenza dal petrolio dovrebbe finire entro il 2020. Ci saranno alternative migliori al petrolio, il che significa che nessuna casa dovrebbe aver bisogno di petrolio per il riscaldamento, e che nessun automobilista dovrebbe avere come unica risorsa la benzina."

Secondo il comitato per l'energia del 'Royal Academy of Science' esiste una crescente preoccupazione che le forniture mondiali di petrolio, che ora sono ai livelli massimi, entro poco tempo diminuiranno e che una recessione economica globale potrebbe essere causata dagli alti costi del greggio.

Un rappresentante del governo ha dichiarato: "Vogliamo essere sia tecnicamente che mentalmente preparati per un mondo senza petrolio. Il progetto è una risposta al cambiamento globale del clima, all'aumento dei prezzi petroliferi ed ai suggerimenti di qualche esperto secondo il quale il mondo potrà presto essere a corto di petrolio".

La decisione di abbandonare il petrolio mette la Svezia al primo posto nel gruppo dei paesi verdi. L'Islanda spera entro il 2050 di alimentare tutto il suo parco di auto e navi con l'idrogeno ricavato dall'elettricità, a sua volta ottenuta da risorse rinnovabili. Anche il Brasile entro 5 anni intende alimentare l'80% delle sue navi da trasporto con l'etanolo derivato principalmente dalla canna da zucchero.

Il governo Inglese, che si è impegnato a produrre il 10% della sua elettricità da risorse rinnovabili entro il 2012, lo scorso mese ha avviato una revisione riguardante l'energia mettendo a disposizione uno specifico fondo destinato ad esaminare un aumento considerevole dell'energia nucleare. Ciò ha provocato le critiche di Jonathan Johns, capo della Ernst&Young che si occupa di energie rinnovabili, il quale ha dichiarato che l'Inghilterra sta rimanendo indietro nel suo tentativo di far fronte ai suoi obbiettivi nel campo delle energie rinnovabili. Inoltre Johns ha aggiunto: "Il Regno Unito ha il vento migliore d'Europa, le migliori maree e moti ondosi, tuttavia continua a trascurare questo potenziale economico".

La Svezia è in vantaggio sulla maggior parte delle altre nazioni. Nel 2003 il 26%di tutta l'energia consumata proveniva da sorgenti rinnovabili, in Europa è il 6%. Nello stesso anno solo il 32% della sua energia proveniva dal petrolio, nel 1970 era il77%.

Il governo svedese sta lavorando con i costruttori di auto Saab e Volvo per sviluppare creare auto e camion che bruciano etanolo e altri combustibili biologici. Lo scorso anno l'agenzia svedese per l'energia ha affermato di avere un programma secondo il quale il settore pubblico non dovrà più usare il petrolio; attualmente al settore della salute ed alle librerie vengono forniti fondi per convertire dal petrolio ad altre fonti di energia, ed i proprietari di case vengono incoraggiati con le ‘tasse verdi'. Le industrie della carta usano la corteccia per produrre energia ed i mulini bruciano residui del legno allo stesso scopo.

 

da The Guardian

traduzione di Mario Sorichetti

a cura di Megachip Lombardia


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