La lettera di Mario Nobile, un giovane che si è impegnato con passione sul progetto Pandora TV, con la risposta di Giulietto Chiesa sulla sospensione dell'iniziativa.
Caro Giulietto,
spero possa ricordarsi di me, sono Mario Nobile, referente territoriale di Pandora Tv - Foggia.
Purtroppo abbiamo avuto modo di vederci (presentarci) di persona solo una volta, in quel di Bruxelles, ma Le assicuro che Lei da più di due anni a questa parte rappresenta una figura costantemente presente nella mia vita; una sorta di mentore.
A parte una vecchissima lettera per la proiezione che pure organizzai di Zero a Foggia, chi Le scrive lo fa per la prima volta solo ora perchè ha sempre creduto che la strada più giusta da seguire, nella vita e nei progetti (Pandora in primis), fosse quella del costante lavoro, dietro le quinte, senza spettacolarizzazioni di nessuna natura, a costo anche di privarsi dei giusti riconoscimenti, il tutto finalizzato alla più concreta produttività ; ora però sento fortemente la necessità di rivorlgermi a Lei, e solo a Lei, per risolvere dubbi che ormai mi assillano da troppo tempo, e che purtroppo, mi stanno facendo perdere l'entusiasmo di andare avanti.
Sono in Pandora dal Giugno del 2008, da quando presi un treno e raggiunsi uno sperduto incontro nella, a me, sconosciuta Garbatella a Roma (Libreria "Rinascita") ove incontrai per la prima volta Francesco de Carlo ed Antonio Conte ed ufficializzai con immenso onore l'entrata a pieno titolo nel progetto.
Da quel giorno sono passate e cambiate tantissime cose, persone, situazioni, ma sono sempre rimasto convinto che a di là delle ovvie e gigantesche difficoltà che il nostro progetto potesse andare in porto. Così mi sono messo in moto, seguendo quanto più possibile le direttive romane, confrontandomi con l'esperienza complicatissima della raccolta fondi per il finanziamento popolare, per altro aggravata ulteriormente dal territorio culturalmente arido in cui vivo e dal target di persone a cui mi sono sempre rivolto per la raccolta dei fondi: i miei coetanei (ho 19 anni) e tutti i giovani della mia terra.
Insieme ad un gruppetto minuto di ragazzi/e siamo riusciti a raccogliere una cifra tanto irrisoria quanto, per noi e per le condizioni in cui abbiamo agito, straordinaria: 1000 euro, raccolti tra tutti, e Le assicuro tutti, i miei amici ed organizzando incontri nelle scuole di Foggia, mettendoci la faccia, prendendo fregature a destra ed a manca, ricevendo promesse fasulle e tante porte in faccia.
Sono perfettamente conscio che quanto fatto non è stato per nulla utile alla causa Pandora, ma era doveroso riepilogarLe il lavoro svolto, sia perchè sono sicuro che chi ne era a conoscenza non glielo aveva mai fatto presente, sia per giustificare le mie richieste di chiarimenti.
In questi giorni avrei dovuto contattarLa, tramite Federica Galante, per chiedere finalmente la Sua disponibilità ad intervenire al lancio di Pandora Tv su Foggia in collaborazione con la locale sede di Libera, di cui pure faccio parte, e con la quale da mesi ormai abbiamo concordato l'evento; ma poi mi sono chiesto, parlando anche con la preziosissima ed instancabile Gisella, dove stiamo andando a finire...
Sarò franco, come ho imparato anche dalle Sue risposte, dalle Sue interviste, e dai Suoi interventi: il progetto Pandora TV ha ancora qualche possibilità di andare in porto?
Non mi fraintenda Giulietto, questa non è una critica nei suoi confronti (come potrebbe esserlo?!); noi non ci siamo mai sentiti, ma io so tante cose, le ho capite, percepite, conosco le responsabilità di ognuno all'interno della Redazione centrale, dell'amministrazione, della gestione. So chi ha latitato, mi consenta, chi ha giocato...e di certo non è Lei.
Ma ora, non fidandomi più di tutti loro, ho deciso di chiedere direttamente a Lei lumi sulle nostre prospettive, e su quanto effettivamente valga la pena impegnare una sala per il prossimo mese, iniziare a spender soldi per manifesti e prendere obbligazioni con chicchessia per il suddetto evento.
E' inutile che io Le sottoponga le mie perplessità , tutte quelle che Gisella Le ha posto sono maturate insieme, da riflessioni comuni e quindi sono le medesime.
Mi sono dilungato anche troppo, e sono sicuro che Lei saprà darmi tutte le risposte del caso.
In attesa di un riscontro posso solo rinnovarLe la mia incommensurabile ed immutata stima; si io La stimo tantissimo perchè un po', a dispetto dell'età , ho girato, letto, conosciuto tanta gente...ma mai alla Sua portata.
Spero di sentirLa presto e soprattutto di sentire parole rassicuranti. Un cordiale saluto.
Mario Nobile
Pandora TV - Foggia
Caro Mario, la tua lettera mi pare sia stata scritta prima del mio comunicato, che è sul sito di Pandora e che è stato inviato con la newsletter.
In quelle poche righe ho cercato di riassumere lo stato delle cose e la improrogabile sospensione del progetto, per mancanza di fondi. Sospensione, ripeto, mentre sto cercando di trovare un finanziatore, un finanziamento, un aiuto che ci consenta di ripartire, su basi ovviamente diverse da quelle su cui ci siamo arenati.
E in quelle righe ho già fatto, sinteticamente, la mia personale autocritica. Sto ricevendo numerose lettere, analoghe alla tua, alle quali cercherò di rispondere, come posso.
E' vero, moltissime cose non sono andate avanti per errori del gruppo promotore. Non c'è alcun dubbio che non è stato all'altezza del compito che si era prefisso. La tua descrizione corrisponde alla mia percezione. Non solo di adesso. Anche in corso d'opera me ne resi conto, ma senza riuscire a correggere l'andamento delle cose. Perchè? Perchè non siamo stati capaci, individualmente e collettivamente, di mantenere i contatti con la gente cui eravamo riusciti ad arrivare. Non siamo stati capaci perchè il carico era superiore alle nostre forze. Non siamo stati capaci perchè quasi tutti quelli che dovevano presidiare la rete dei collegamenti non sapevano neppure come lo si sarebbe dovuto fare.
Siamo tutti gli eredi del disfacimento del patrimonio organizzativo della sinistra. Nessuno sa più cosa significa "organizzare gli altri". Io lo sapevo fare, perchè l'ho fatto per anni all'interno di un apparato, quello del PCI, che agiva sistematicamente, ogni giorno, perchè era fatto di quelli che si definivano "rivoluzionari di professione", cioè funzionari di partito.
Il mio errore è stato di pensare che una esperienza del genere si sarebbe potuto ripeterla su base volontaria. E che questi giovani che mi stavano intorno sarebbero stati in grado di imparare in fretta. L'esempio che avevo di fronte era quello dell'Altra Italia, che diede vita all'esperimento di Avvenimenti. Ma, appunto, quell'esempio era stato fatto e costruito da quadri che avevano l'esperienza del partito e del sindacato.
Altra generazione, altra disciplina, altra esperienza appunto. Quello che descrivi calza perfettamente con la mia descrizione. Da lì la frustrazione di quelli che, dalla periferia, aspettavano conforto e aiuto, che non è venuto.
Il secondo aspetto, da non dimenticare, era che noi stavamo operando nel pieno di una ritirata disordinata di tutta la sinistra; che siamo entrati con una proposta positiva in un esercito in rotta, anzi in una disfatta etica e morale, dove la sfiducia e il cinismo individuale erano e sono prevalenti. E quando non c'erano quelli , c'era la confusione intellettuale. Di questo ero perfettamente cosciente fin dall'inzio. Solo che pensavo che proprio di una proposta positiva ci fosse bisogno, per invertire il flusso della corrente.
Diciamo - lo dico con un pò di amarezza - che la corrente è stata più forte di me, di noi. Dei quasi tremila che m'incoraggiarono a partire (ricorderai che, prima di partire, avevo lanciato un appello chiedendo di sapere quanti erano disposti a seguirmi) solo un terzo scarso ha mantenuto la parola.
Non dico neppure che mi (ci) hanno traditi. Dico semplicemente che se ne sono dimenticati, in parte; altri non abbiamo saputo più raggiungerli e li abbiamo perduti per strada perchè non li abbiamo informati; altri fanno parte di quelle schiere di illusi che sono convinti che l'azione politica sia ormai costituita di una serie di click sui tasti dei computer; altri ancora erano ciascuno chiuso nel proprio orticello, ostili a ogni visione comune, gelosi delle loro verità ; una buona parte del pubblico che avrebbe dovuto, potuto, perfino voluto seguirci faceva parte simultaneamente di diverse delle categorie di cui sopra.
Infine c'è da analizzare il comportamento di quasi tutti gl'intellettuali che aderirono all'appello iniziale. Una parte, la più grande, se n'è dimenticata un minuto dopo. Una parte, che è coraggiosamente rimasta nei pressi, ha ingaggiato una serie di scaramucce per far prevalere la propria visione del progetto. Quasi nessuno si è mosso per andare incontro alla gente che avremmo voluto conquistare, per allargare l'alone di coloro che avrebbero potuto conoscerci ed essere trascinati dalla nostra parte. Si trattava di capire che si doveva fare un passaggio statistico: non avendo mezzi a disposizione per lanciare una vasta campagna promozionale, non avevamo altro che quelle facce, quelle figure, quei "divi" da spendere. Ma quelle facce, figure, divi, non si sono spesi. E non si sono spesi perchè non avevano capito, a loro volta, che quello che un progetto come Pandora tv esigeva da loro era anche che affrontassero una ridefinizione del loro ruolo professionale, del loro modo di fare giornalismo, cultura, spettacolo.
Qui, forse perfino più che altrove, Pandora è fallita. Perchè abbiamo aspettato un Godot che non sarebbe arrivato mai. Ci siamo accorti, dopo, che avremmo potuto fare di più e meglio con una redazione di giovani, guidata da qualche vecchio sperimentato, ma era tardi. In ogni caso non avrebbe retto a causa degli errori che ho fin qui elencato.
Questo è il bilancio, crudo e inesorabile, che io vedo. Immagino che altri vedano anche altre cose. O che non condividano niente di quello che ho scritto. So bene che ognuno si ritiene sempre innocente e che le colpe sono sempre degli altri.
Per quanto mi concerne, come hai visto, non faccio parte di questa categoria, molto numerosa per altro.
Ripartire? Francamente, se le cause del fallimento sono quelle di cui sopra, temo che non sarà possibile. C'è molto da fare per creare le condizioni per superare la forza della corrente, del "contesto" in cui ci troviamo.
Ripartire da zero, anche, non è possibile, perchè riproporrebbe l'idea che l'esercito si forma durante il percorso. Non credo che sia possibile. Per quanto mi concerne vedo che ho peccato di "volontarismo": così veniva chiamato il procedimento mentale di chi gettava la propria volontà , il proprio entusiasmo, oltre l'ostacolo, convinto che la spinta sarebbe stata sufficiente per abbattere l'ostacolo. Ma succede sempre che l'ostacolo abbatte la volontà .
Per il resto rivendico con orgoglio di avere lanciato l'allarme sull'emergenza democratica molto prima di quasi tutti quelli che adesso si strappano i capelli perchè stiamo uscendo dalla democrazia.
Per questo continuerò a battermi, con chi vorrà darmi una mano, per le idee di Megachip e di Pandora Tv. Cioè per una Alternativa radicale all'attuale sistema di vita. Senza illusioni.
Cordiali saluti
Giulietto Chiesa
Â
Condividi
| < Prec. | Succ. > |
|---|
Finestre Menu
Il 6 settembre 2010 il film ZERO è stato trasmesso da PRESS TV, canale iraniano in lingua inglese.
__________________________________
Riso Amaro
Vignette tratte in prevalenza da
www.insertosatirico.com
ALTERNATIVA
fondato da Giulietto Chiesa
Ultimi articoli pubblicati
-
La TAV sempre più insostenibile di Davide Pelanda – Megachip. Circa 40mila abitanti dei...
-
Caso Vassallo: perché si ammazza un nuovo tipo di politico di Debora Billi - tratto da due articoli su petrolio.blogosfere.it,...
- 1
- 2
- 3
- 4
Links
Â






