Domenica, Agosto 01, 2010
   
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alternativeIn vista delle elezioni, un botta e risposta di Giulietto Chiesa con un lettore.

"Molti, nemmeno nei movimenti, colgono il pericolo grandissimo di guerra. Vuol dire che, pur avendo capito molto, non hanno capito bene dove ci troviamo".

"Ci sono questioni che non si possono 'regalare' se non assumendosi una  responsabilità morale. Tra queste c'è la svendita di speranze a buon prezzo".

 

Gentile Chiesa,

avanzo qui una mia considerazione sulle elezioni  regionali, come contrappunto alla sua legittima dichiarazione  "io non voterò". Io vivo nelle Marche, dove gli  equilibri della politica si stanno spostando al centro, con delle  prove di inciucio (PD-IDV-UDC) che non accetto. Oggi scopro che  Massimo Rossi, ex sindaco di Grottammare e presidente della  Provincia di Ascoli Piceno, si candiderà come governatore per  la federazione delle sinistre (SEL, PRC, PDCI). So che in passato  Rossi ha combattuto per un'idea di politica partecipativa, e le  cose che afferma oggi su Il Corriere Adriatico mi sembrano giuste.  Insomma: lo voterò. Tornando a lei, Chiesa, trovo  che il suo  ragionamento sulla necessità di posizionarci al di  sopra dei partiti e delle vecchie logiche destra/sinistra, sia  in effetti condivisibile...

Siamo d'accordo su questo, ma non  dobbiamo dimenticare che i tempi stringono e la creazione ex novo di  una forza di vero cambiamento richiede lunghi periodi di gestazione  che non possiamo permetterci.

A questo proposito, proprio oggi ho trovato su Il Fatto Quotidiano una frase illuminante di Flores D'Arcais che qui riporto:  "...per ribellarsi contro qualcosa di ripugnante è  necessario intravedere almeno un barlume in fondo al tunnel  dell'impegno. Altrimenti la fatica dell'opposizione civile  suonerà insensata, e neppure al civismo più motivato  si può chiedere eroismo: nè  santità ". Le  chiedo, sperando possa diventare motivo di dibattito e confronto sul  sito, come pensa che si possa far intravedere questa luce al  di fuori del tunnel?

Azzardo qui la mia risposta alla  domanda: proponendo Alternativa come forza sociale e culturale  dedita al coordinamento dei movimenti della società civile.  Solo questo, secondo me, potr&à caratterizzare Alternativa e  renderla riconoscibile e originale. Altrimenti rischiamo di  aggiungerci all'infinita lista di movimenti che - diciamocelo -  sostengono più o meno le nostre stesse cose, senza mai  contare un fico secco. Alle chiacchiere però voglio  aggiungere qualcosa di concreto, di propositivo. Il 27 febbraio mi  sembra che ci sarà la seconda manifestazione del popolo viola a Roma. Lei ci sarà? Non le sembra che quella  potrebbe essere una buona occasione per parlare con altri  rappresentanti dei Movimenti e verificare il ruolo che Alternativa  potrà giocare nella scacchiera degli attuali disequilibri  politici?

Per quanto mi riguarda io spero di non lavorare e di poter venire  giù da Ancona come feci per il primo NO B. day.

Ora la saluto  e auguro a tutti buona serata,

Paolo B.

 

Caro Paolo,

il 27 ci sarò. Ci sono circostanze in cui voterei anch'io alle regionali. Per esempio se fossi in Puglia voterei per Vendola, anche se lo critico per le gravi responsabilità che ha assunto (vedi il mio blog). Non voterò comunque per la Bonino nel Lazio. Aggiungo che considero una incredibile coazione a ripetere di molta gente in buona fede quella di dire che, "se non voti vince la destra".

Da quindici anni ci mettono sotto il naso scelte fasulle e ancora non abbiamo capito che sono finte scelte. Ogni voto che dai a queste finte scelte autorizzi i traditori della causa popolare a continuare nella trasformazione di questo paese in un bordello (cosa alla quale le sinistre istituzionali hanno abbondantemente partecipato).

Basta constatare che sono parte del gioco per rendersi conto che votarli non significa ridurre il danno ma prolungare e peggiorare il quadro. Allora, per il momento, restano le scelte sul tema: onesto disonesto, intelligente o stupido, colto o ignorante. Dove ci fosse un onesto, un intelligente, un colto, lo voterei.

Ma non è, il mio, un ordine di partito. Ciascuno faccia come crede, purchè tenga gli occhi aperti e la mente sveglia. Siamo appena all'inizio di una discussione sul futuro.

Il 27 io prenderò un cartello di Alternativa e mi metterò in un posto che deciderò studiando la manifestazione (poi lo comunico sul sito). Tutti quelli che vorranno venire in quel posto potranno conoscersi e stringersi la mano.

Infine il che fare verso gli altri. L'ho già detto, in parte, nella risposta a Fabio. Non facciamoci illusioni, i leader di tutti i movimenti non verranno mai a mettersi sotto l'ala di Alternativa.  Ciò non significa che noi faremo l'ennesimo gruppetto. Noi faremo altro: costruiremo i terreni comuni di convergenza. Senza fretta perchè non possiamo permettercela. E neanche cercando di reinventare la bicicletta. Appoggeremo le cose giuste che esistono e cercheremo di tessere fili tra le cose giuste. Dovunque possibile parteciperemo.  Perchè noi siamo Alternativa non a chi sta provando a fare il suo percorso di alternativa, ma a questo sistema economico e sociale che va cambiato, pena la sopravvivenza.

Ecco un dato distintivo di Alternativa. Molti, nemmeno nei movimenti, colgono il pericolo grandissimo di guerra. Vuol dire che, pur avendo capito molto, non hanno capito bene dove ci troviamo.

Flores D'Arcais ha ragione, ma neppure lui ha capito dove ci troviamo esattamente. Se lo avesse capito capirebbe anche che ci sono questioni che non si possono 'regalare' se non assumendosi una  responsabilità morale. Tra queste c'è la svendita di speranze a buon prezzo. Come quella di pensare - e l'amico Flores questo errore lo ha fatto - che Di Pietro potesse essere la scorciatoia.

Cari saluti,

Giulietto Chiesa


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