Una lettera di Laura di Lucia Coletti racconta l'importanza politica generale delle elezioni primariedel 24 gennaio 2009 a Venezia, dove si candiderà Gianfranco Bettin, in forte contrapposizione con le manovre di altri candidati di Palazzo.
Abbiamo avuto sinora ampie prove dell'inadeguatezza del centrosinistra, anche nelle primarie, per cui queste non sono tenzoni in grado di coinvolgere la nostra passione civile e politica. Laura di Lucia Coletti allude tuttavia a una battaglia vera e importante, combattuta su una piattaforma politica in cui sembrano ancora contare interessi e formazioni sociali che invece da altre parti il PD esclude.
Cioè quella di Venezia non appare come la lotta oligarchica di posizionamento del ceto politico che risulta altrove.
L'imbarazzo è spesso generato da questo "altrove", ossia dalla forma storicamente assunta dal PD e dal centrosinistra a Roma e nei territori, alla quale non vorremmo offrire facili sponde di legittimazione. Ci sono eccezioni che nascono dalla partecipazione sincera di elettori ricchi di idee e progetti, come in questo caso. Sappiamo che il contesto potrebbe schiacciare questi tentativi, ma li vediamo anche come il segno di una vitalità popolare che cerca un'alternativa ai partiti-disastro che vediamo in scena.
La Redazione.
Caro direttore,
“L’elezione del sindaco di Venezia non è solo una questione locale”, scrive giustamente Francesco Giavazzi sul Corriere.
Infatti anche dall’esterno si sta guardando con profondo interesse a quanto sta accadendo qui, in questa città, che riveste un ruolo che va ben oltre quello locale, e nello specifico l’attenzione è per la prima tappa, quella di domenica prossima, in cui il centro sinistra individuerà il candidato mediante le primarie.
Oggi proprio a Venezia il centro sinistra è chiamato a scegliere il candidato, non i partiti, bensì i cittadini, tutti quei cittadini che ritengono importante credere in una prospettiva politico-amministrativa in grado di interpretare la contemporaneità con le sue emergenze economiche, sociali, ambientali a partire da quei valori fondanti di solidarietà e sostenibilità, che sono il patrimonio sia della tradizione politica cattolica che di sinistra.
In questo contesto, in cui peraltro i partiti hanno purtroppo perso la capacità di essere laboratori di idee, nella pressoché assenza di sentimenti e passione civile, si è concretizzata un’esperienza innovativa, nata dall’emergenza dell’attualità e che ha chiamato a raccolta quanti sentivano il limite delle proposte presenti e, accomunati da un comune sentire, hanno scommesso, provenendo da diversi mondi, su Gianfranco Bettin.
Ciò ha consentito che fossero le idee a riemergere, che gli ideali riprendessero il loro posto. Quegli ideali che sono propri di tanti cittadini che in questi anni hanno perso i loro interlocutori politici.
Infatti il panorama politico italiano ha visto la scomparsa o quasi dei partiti di sinistra ed il prevalere invece di logiche e di uno “strategismo” mirato alla ricerca esasperata di alleanze al di là e al di qua di valori e progetti su cui misurare la condivisione.
Contro questo metodo la candidatura di G.Bettin, che nasce mettendo insieme conoscenze, competenze, passione, è in grado di mostrare che la sinistra non è morta, non è una forza conservatrice ed è capace di dialogare con tutti senza preclusioni a partire dai metodi e dalle idee.
Di contro all’immagine di una sinistra conservatrice e arroccata, nemica dello sviluppo, il progetto nato con e insieme a G.Bettin, ha la capacità e la forza di un rilancio che proprio da Venezia, a Venezia e per Venezia può scommettere su una politica davvero in sintonia con i tempi.
Perché la sostenibilità ambientale e sociale, che lo sostanziano, sono oggi diventate i due termini su cui si misurano i destini del mondo; perché queste idee, come si legge nel programma, si traducono in azioni positive, per ridare forza alla Venezia del lavoro, dell’economia, della cultura. Un candidato, un programma che hanno il coraggio di innovare nel profondo modi e stili della politica, che purtroppo negli anni si sono consolidati.
Basta pensare a cosa è diventata l’occupazione sistematica degli enti locali, gli enti di previdenza, le banche, le aziende pubbliche, gli istituti culturali, gli ospedali, le università, la Rai TV, i giornali,e troppo spesso senza la dovuta attenzione alla “qualità”.
E lo fa a partire anche dall’adozione dell’anagrafe degli eletti e dei nominati. E’ l’impegno non solo a rendere effettivamente trasparente ogni scelta, ma anche costantemente verificabile, e la trasparenza induce comportamenti virtuosi, o per così dire è un deterrente, poiché sottopone di continuo al giudizio del cittadino, innescando un processo che dà una maggiore possibilità di esercitare il controllo democratico e fa scaturire una maggiore fiducia nelle istituzioni. Questo è ciò che apre e chiude il programma di Gianfranco Bettin, una sfida nella sfida delle primarie per la nostra città.
Laura Di Lucia Coletti
membro assemblea comunale PD
sostenitore candidatura di G.Bettin
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