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Megachip: cosa pensiamo del Decreto Romani

Democrazia nella comunicazione

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comunicazioneliberaAssociazione Megachip - 8 febbraio 2010.

Con il Decreto Romani cambia il sistema della comunicazione. Ora parte una nuova fase, durante la quale chi ha a cuore le sorti della comunicazione e della democrazia in Italia dovrà esprimersi con il massimo impegno.

Lo facciamo anche noi dell’associazione Megachip – Democrazia nella comunicazione.

 

 

Si stanno ridefinendo le regole del sistema della comunicazione. Lo strumento su cui si discute è il Decreto Romani, ossia lo schema di decreto legislativo per il recepimento della Direttiva 2007/65/CE.

Lo schema è stato approvato dal Consiglio dei Ministri. Ora parte una nuova fase, con l’iter parlamentare e le audizioni dei soggetti interessati.

Chi ha a cuore le sorti della comunicazione e della democrazia in Italia dovrà esprimersi proprio in questo momento cruciale. Lo facciamo anche noi dell’associazione Megachip–Democrazia nella comunicazione:

 

1) Siamo d’accordo con lo stop al Decreto Romani e con il rinvio del parere da parte delle Camere in attesa che si esprimano al riguardo i soggetti di larga rappresentanza e interesse pubblico: Parlamento, Agcom, Rappresentanze di Consumatori e Sindacati, e altre formazioni sociali impegnate nel campo della comunicazione.

2) Sappiamo che i soggetti che hanno interessi diretti e commerciali nell’emanazione delle nuove norme (i broadcaster commerciali, i gestori di banda larga o meno, i grandi Service Provider, fornitori di piattaforme, cartelli di agenzie di pubblicità, SIAE, APT, Anica , etc.) difenderanno i loro interessi corporativi e non certo quelli dei consumatori-elettori-utenti-spettatori-lavoratori, ossia dei cittadini-sovrani.
Vorremmo che le organizzazioni sindacali si facessero sentire di più e meglio. Notiamo che i partiti politici sono incapaci di esprimersi al riguardo, a cominciare da quelli di opposizione.

3) Notiamo che si vuole forzare la marcia verso decisioni autoritarie sul tema controverso del controllo della Rete e della libertà della Rete. È un terreno delicatissimo su cui è in corso uno scontro globale tra giganti tutti “cattivi”: da Google ai governi che vogliono mettere le mani sulle leve di controllo della sovranità. Il popolo del Web appare, in questa situazione, non in grado di difendersi adeguatamente. Occorre un serio dibattito. Megachip cercherà di dare il suo contributo a questo dibattito.

4) Siamo decisamente favorevoli a una drastica riduzione della pubblicità, soprattutto per le pay tv ma anche per le tv commerciali attualmente visibili sulla piattaforma digitale terrestre e siamo favorevoli ad una regolamentazione delle inserzioni pubblicitarie che riguardi anche la Rete Web.

5) Auspichiamo comunque che si apra il dibattito sul Costo Contatto e sul costo che gli inserzionisti devono pagare per usare l’Etere Pubblico dato in concessione alle Tv. Un costo che deve essere:

  • commisurato al Reddito Medio Procapite;
  • tale da non favorire il brokeraggio di spazi soprattutto da parte di soggetti multinazionali, né l’induzione ai consumi superflui e inquinanti;
  • tale da non essere lasciato alla libera contrattazione tra Media e Pubblicitari, ovvero ai Soggetti del Mercato, i quali fanno il prezzo come fa loro comodo, comprano e svendono audience a loro insaputa e organizzano svendite dei listini, gestendo in tal modo come “cosa loro” un bene demaniale come l’Etere Pubblico (le frequenze) che in realtà è una materia prima altamente strategica, la cui utilizzazione influisce non solo sulla cultura, sull’organizzazione del consenso politico e sullo stile di vita ma anche sull’organizzazione dei consumi e dunque sull’economia.

La nostra posizione di principio sta nel difendere la consapevolezza collettiva di trattare un bene pubblico, una consapevolezza che deve essere organizzata secondo le volontà e le priorità espresse dai cittadini e dalle loro rappresentanze e non secondo gli interessi dei soggetti commerciali dominanti né dei politici che hanno finora dimostrato una totale subalternità nei loro confronti.

 


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