Un lettore scrive a Giulietto Chiesa.
Una riflessione sul grande teatro della crisi, i suoi pupi e i suoi pupari.
La ricerca di un'Alternativa, mentre il superclan pronuncia le sue menzogne elettroniche e prepara le sue arche in vista del disastro.
Gentilissimo Giulietto,
sono un ragazzo poco più che trentenne e da circa un annetto ho iniziato a “svegliarmi” da quello stato di offuscamento della verità in cui sono cresciuto e di giorno in giorno, malgrado i miei numerosi impegni professionali ed universitari, mi sembra di poter individuare le ramificazioni di un sistema Italia e le interconnessioni al suo esterno…
A quanto ho avuto modo di comprendere, l’Italia si trova attualmente in uno stato di democrazia illusoria e le sue massime espressioni del potere sono amalgamate in quella pasta fatta di mafia (ad un livello più basso) e massoneria (al vertice). Questo lo si può intravedere nell’attività politica del governo, negli sprazzi di informazioni giudiziarie che ci giungono attraverso alcuni media che riguardano il malaffare e nei provvedimenti volti a restringere sempre di più le libertà personali ma dopo un po’ di tempo di osservazione mi è venuto anche il dubbio che ciò che avviene in Italia potrebbe avere una regia esterna, mossa forse da un sentimento imperialista che sta portando avanti una sua agenda che mira a quel famoso “nuovo ordine mondiale” che oramai è arrivato sulla bocca di molti personaggi pubblici che non ne fanno di certo un segreto .
Ma dove sta il vero centro di comando di questo imperialismo? Forse nel vertice della massoneria mondiale in Inghilterra? A volte mi sembra anche di intravedere dei risvolti esoterici in questa grande macchina organizzativa del mondo…Forse sto andando troppo in la’ con la fantasia ma il dubbio mi rimane.
Ovviamente questa è solo una mia impressione ed io non sono di certo una persona inserita negli “ambienti giusti” per aver accesso ad un livello di informazioni più accurato, ma osservando i fatti della quotidianità non mi sento di voler smentire categoricamente ciò che percepisco.
Inoltre, ho avvertito anche la presenza di una effervescente opera di “ingegneria sociale” praticata dalla manovalanza del potere (i servizi segreti) e lo si è potuto vedere in diverse occasioni (vedi caso Marrazzo). Insomma un grande teatro di burattini…
Ho anche paura che poi, attraverso i media che cercano di realizzare quel “controllo mentale” di massa, molte persone non riusciranno a crearsi una immagine reale del mondo che li circonda, con il risultato di avere in futuro una popolazione estremamente disaggregata e disorganizzata per raggiungere il fine comune di riacquisire la libertà e instaurare di nuovo il bene. Ma non sono forse solo i media gli strumenti del grande controllo mentale…Che dire degli psicofarmaci, delle droghe?
Fatta questa premessa, mi chiedo anche quali possano essere gli scenari futuri…Un impero globale autoritario? Esisterà una resistenza capace di bloccare questo processo in divenire?
Non è che voglio fare il catastrofista ma credo che questi siano scenari possibili, visto che la storia ci insegna che il male può avanzare provocando disastri inimmaginabili (vedi olocausto).
Spero di non essere stato troppo generico e banale ma ho scritto questa email “d’impulso”…
Grazie per la tua gentile attenzione.
Giuseppe
Caro Giuseppe,
ti rispondo con ritardo, come spesso mi accade a causa della grande mole di lettere, ma ho preso l'abitudine di mettere da parte quelle che meritano una risposta e quindi, con i miei tempi, ti rispondo.
Intanto rilevando lo spirito e il senso profondo della tue lettera. Sei una persona che, nonostante il bombardamento mediatico-politico falsificatore, riesce a divincolarsi mentalmente e guarda dietro alla facciata che si trova di fronte, comprendendo che, appunto, è soltanto una facciata.
Non credo tu sia l'unico, anche se, per il momento, tu, io (e molte centinaia di migliaia, in questo paese, molte decinde di milioni nel mondo) siamo minoranza. E siamo quasi disarmati.
Il primo problema che dobbiamo porci, senza cadere nella disperazione, è di organizzare una resistenza. So che è un compito difficile, ma non so quanto impossibile. Dunque penso che dobbiamo provarci.
Il primo aspetto della questione è che i milioni, la grande massa, sono senza informazione e senza apparati critici per difendersi. Dunque la questione primaria da affrontare è: quali sono le priorità assolute da affrontare per fare in modo che un numero sempre più vasto di persone sia in grado di sapere (condizione preliminare per potersi difendere)?
Naturalmente non affronto qui la risposta (se vai sul mio sito www.giuliettochiesa.it troverai una proposta, chiamata Alternativa, che risponde ad alcune di queste questioni).
La seconda considerazione che prospetto è questa: noi stiamo andando diritti verso una crisi di proporzioni epocali, senza precedenti per gravità. Molte delle cose che descrivi, e che esistono davvero, oggi sono invisibili anche perchè la crisi non ha ancora investito il mondo dei ricchi, di cui noi siamo parte. Ma arriverà presto anche qui. E ciò che ora non si vede diventerà visibile a milioni. Dunque, se ci sapremo preparare, molti capiranno e capiranno che noi dicevamo la verità.
Quindi, di nuovo, occorre organizzare le nostre forze e cominciare a dire ciò che vediamo e capiamo.
Gran parte di ciò che tu descrivi esiste. Esiste un superclan di criminali che cerca di imporre il suo ordine mondiale. Lo si può chiamare in molti modi. Ma esiste.
La novità di questi ultimi decenni, specie l'ultimo, è che questi criminali hanno perduto il controllo del sistema. Marx descrisse l'ideologia come falsa coscienza. Vide che ogni élite ha bisogno di raccontarsi e di raccontare bugie per restare al potere. Costoro hanno finito per credere alle loro illusioni e adesso che queste si rivelano tali sono pronti a farci arrostire tutti per inverarle a tutti i costi.
Loro pensano che se la caveranno, perchè sono ricchi e possono comprarsi il necessario per sopravvivere. Sicuramente sopravviveranno più a lungo di moltissimi, e meglio. Ma dovranno costruirsi fortezze d'acciaio e restare chiusi là dentro.
Non sarà una bella sopravvivenza nemmeno per loro.
In ogni caso, poichè io e te siamo destinati a restare fuori dalle loro "arche" (se hai visto il film "2012" capirai cosa intendo dire) e poichè non siamo assassini, abbiamo l'interesse e l'obbligo morale di combatterli adesso, con tutte le nostre forze, prima che possano compiere il misfatto.
Questo è quello che volevo dirti. C'è molto da fare per sopravvivere. A questa generazione di umani tocca un compito che mai, prima, era stato affrontato: salvarsi, salvare i nostri figli.
L'Uomo, anomalia su questo pianeta, ha messo in moto processi incontrollabili e ha creato una élite di pazzi e di suicidi più o meno inconsapevoli. Dobbiamo provare a togliere dalle loro mani il timone del comando.
Cari saluti
Giulietto Chiesa

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Riso Amaro
Vignette tratte in prevalenza da
www.insertosatirico.com
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